Halloween o Sant’Andrìa

Halloween ha ormai conquistato i cuori di tanti italiani e anche in Sardegna il 31 ottobre si festeggia questo divertente evento arrivato dai paesi anglosassoni.

Ma forse non tutti sanno che in Sardegna c’è una festa molto sentita che ricorda tanto Halloween, ma ha origini molto antiche e tutte locali.

In Sardegna il mese di novembre viene chiamato Sant’Andria, Santo che si festeggia il 30.

Per tradizione, tutto il mese di novembre, era dedicato al dio Dioniso, detto anche Bacco, dio greco della vite, del vino e del delirio mistico.
La sera del 30 di novembre, in alcuni paesi dell’Anglona, uscivano uomini mascherati, con graticole, coltelli, scuri e percotendo queste armi fra loro, facevano gran rumore per intimorire i fanciulli. L’origine di questa tradizione deriverebbe da due episodi riguardanti il mito di Dioniso.

Dalla mitologia greca alle tradizioni sarde

“Si racconta che Zeus, per sottrarre Dioniso agli attacchi di Era, lo abbia portato in una grotta del monte Ida e lo abbia affidato ai Curati che gli facevano la guardia; questi per coprire i suoi vagiti danzavano intorno al bambino, battendo tra loro le armi per far rumore.
L’altro episodio è invece quello della cattura del piccolo Dioniso da parte dei Titani che lo fecero a pezzi, poi bollirono e arrostirono le sue carni. Questo spiegherebbe il tipo di armi e graticole portata dagli uomini per spaventare i bambini”. (Fonte: sito Comune di Martis)

La Notte di Sant’Andrìa a Martis

Sant’Andrìa è una tradizione affascinante che ricorda Halloween, ma con radici profondamente sarde. Le differenze sono tante, a partire dalla data:
Il 30 novembre di ogni anno, a Martis, i giovani del paese si dedicano a questa pratica unica: vuotano le zucche e le intagliano per farle assomigliare a volti umani spaventosi; infine, le illuminano con le candele.
Questi giovani bussano alle porte delle abitazioni con le zucche illuminate e si annunciano armati di coperchi e mestoli, recitando questa antica filastrocca:

“Sant’ Andria muzza li mani! Cantas azzolas as filadu?
Battoro e tres 
Muzzaredinde manos e pes! 
Sant’ Andria muzza li mani! Cantas azzolas as filadu?
Battoro e chimbe 
Sas manos tuas muzzaredinde! 
Sant’ Andria muzza li mani! Cantas azzolas as filadu?
Battoro e otto 
Sas manos tuas non ti las tocco!” 

Si dice infatti che Sant’ Andrea premia le ragazze che hanno filato di più e punisce le pigre, minacciando di tagliare loro le mani per non aver lavorato abbastanza! 

In cambio di questa esibizione, ai giovani vengono donati dolci tipici come i papassini, caramelle frutta secca e soldi.

La tradizionale celebrazione di Sant’Andrìa a Bono

Anche a Bono ogni 30 novembre, si festeggia Sant’Andrìa. Seguendo una tradizione tramandata di generazione in generazione, i giovani del paese si riuniscono in gruppi sin dal mattino per procurarsi le zucche. Queste zucche, una volta svuotate dei semi e scavate con cura per assumere sembianze umane e mostruose, vengono illuminate da candele poste all’interno.
Con il sopraggiungere del crepuscolo, i giovani iniziano a percorrere le vie del paese con le zucche appese al collo, bussando alle porte delle abitazioni. Accompagnati dal grido di “Sant’Andrìa” e dal suono di campanelle, raccolgono donazioni, tra cui dolci tipici come “passassini” e “tilicche”, noci, caramelle e contributi in denaro.

Sant’Andrìa a Ozieri e la Celebrazione del Vino Nuovo

Su Trinta ‘e Sant’Andria è un’occasione speciale in cui si celebra la tradizionale spillatura dei vini nuovi, tradizionalmente l’ultimo sabato del mese di novembre. Le cantine nel centro storico vengono aperte al pubblico, offrendo degustazioni di vini novelli e prodotti agroalimentari locali.
Questa manifestazione richiama ogni anno migliaia di visitatori che festeggiano per le vie del centro di una delle città più belle e affascinanti del Logudoro. Sant’Andrìa diventa un’occasione speciale per socializzare e degustare i prodotti della tradizione.

Dolci Preparati con Cuore: Pabassinas (i papassini)

Per onorare i Morti, durante il mese di novembre dedicato alla celebrazione dei defunti, le famiglie sarde preparano anche i dolci tradizionali noti come Papassini. In particolare, oltre a Sant’Andrìa e tutto il mese di novembre, questi dolci prelibati vengono offerti ai bambini, insieme a pane, noci, frutta e caramelle anche il 2 novembre, il giorno della commemorazione dei defunti, quando in tanti paesi e città sarde si vedono tantissimi ragazzi che bussano alle case al grido di “Mortu Mortu” o “Is Animas”.

Il nome papassini, o papassinos, deriva dalla presenza dell’ uva sultanina, detta appunto in sardo “pabassa”.

Novembre e Sant’Andrìa con Salude & Trigu

In sintesi, la festa di Sant’Andrìa è un affascinante viaggio nelle usanze e nelle credenze profonde della Sardegna, radicate nel passato ma ancora vive e vibranti nella cultura contemporanea. E novembre è un bellissimo mese per scoprire il territorio del Nord Sardegna e le sue tradizioni.

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