Il ballo sardo: emblema della tradizione

Il ballo sardo rappresenta una delle più alte espressioni artistiche in Sardegna. Perché di arte si tratta, di una danza antica eseguita con passi ritmati e diversa in ogni regione dell’isola.

Non esiste solo il ballo torrau, uno dei più famosi. C’è lu scottis gallurese, su ballu tsoppu e altre danze con sfumature e contaminazioni di popoli che, nei secoli addietro, hanno lasciato la loro eredità in Sardegna.

Siete curiosi di conoscere i balli sardi? Ecco l’approfondimento di Salude&Trigu.

Cos’è il ballo sardo?

Con l’espressione generica di ballo sardo intendiamo l’insieme di danze folkloristiche della Sardegna.

Il più conosciuto e diffuso è certamente su ballu tundu, il ballo tondo, che può essere eseguito con passi diversi:

  • a passu torrau, cioè ripetuto
  • a ballu seriu, cioè posato
  • altre tipolggie a seconda della regione storica

Non c’è tradizione presente nelle feste dell’isola, oltre a quella corale dei tenori, come quella del ballo.

I balli sardi rappresentano una costante delle sagre. Ne accompagnano i momenti vivaci e vengono eseguite non solo dai gruppi folk, ma anche dai presenti. I balli sardi, infatti, vengono tramandati di generazione in generazione.

Durante le esibizioni capita di vedere danzare, accanto ai ballerini esperti, una gioventù pronta ad imparare i passi dei balli più famosi.

Il ballo sardo è un momento di unione, spensieratezza e spettacolo. E’ l’occasione ideale, inoltre, per ammirare la bellezza e la varietà degli abiti tradizionali, diversi in ogni parte dell’isola e indossati dai gruppi folk.

Origine e caratteristiche del balle sardo

ballo sardo femminile

Non tutti sanno che i balli sardi hanno origini antichissime.

Gli studiosi ritengono che il ballo sardo risalga addirittura alla Preistoria, a rituali sacri eseguiti per richiedere alle divinità il buon esito della caccia e buoni raccolti. Già all’epoca, si ipotizza rappresentasse un momento importante della collettività, di divertimento e unione.

Si potrebbe pensare che il ballo sardo sia facile da eseguire, ma non è così. Richiede una preparazione tecnica non indifferente e l’esperienza dei danzatori e dei suonatori è fondamentale.

Ballo e musica sono una cosa sola nel ballo sardo. L’accompagnamento delle launeddas, strumenti musicali formati da canne di giunco; il tenersi per mano o per le braccia; andare a ritmo e innestare i vari passi sono solo alcuni degli elementi che devono sposarsi e andare all’unisono.

Il movimento comune alla maggior parte dei balli sardi è il sussulto del tronco. Un sussulto appena: il tronco deve rimanere rigido e a muoversi sono principalmente gambe e piedi. La compostezza della parte superiore del corpo è ben diversa dall’andamento fluido e veloce dei passi, che devono essere altrettanto composti e precisi.

I balli sardi si dividono in danze mono-strutturate e bi-strutturate, in base al tipo di ritmo (seriu e allirgu). Conosciamole meglio.

 

Tipi di danze e varianti nei balli sardi

donna che balla ballo sardo
  • LE DANZE MONO-STRUTTURATE

Sono le più antiche. Durante il ballo, il movimento è ritmico e l’andatura omogenea. Si eseguono sul suono delle launeddas o sul canto dei tenori.

Appartengono a questa categoria su ballu seriu (letteralmente “il ballo posato”); su passu torrau (letteralmente “il passo ritornato”); su ballu tsoppu (letteralmente “il ballo zoppo”); su ballu gabillu (letteralmente “il ballo montagnino”); su passu ‘e trese. (letteralmente “il passo a tre”).

 

  • LE DANZE BISTRUTTURATE

Si eseguono con una parte lenta e una più veloce su toni melodici alti.

Appartengono a questa categoria sa danza; su ballu brincadu o su ballu brincu; su ballu sàrtiu; su dillu o dìllaru o dènnaru; su bìcchiri e
sa logudoresa.

 

  • PAESE CHE VAI… BALLI CHE TROVI

In Gallura si balla lu scottis, una danza le cui origini paiono risalire all’Europa centrale. E’ un ballo molto particolare, poiché uomo e donna, al contrario di ciò che accade nella maggior parte dei balli sardi, danzano in coppia.

A Sorgono, nel cuore della Sardegna, si balla su ballu’e s’esse, cioè il ballo della “S”. Si chiama così perché i ballerini mentre danzano formano le lettere del nome del paese.